Chat con Andrew Grey – Secondo post

RedemptionbyFire-IT-LG

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Scrivo le mie storie partendo dai personaggi. L’ispirazione per Lee e Dirk de “Il fuoco della redenzione” è venuta dai pompieri della stazione dietro casa mia. Nei giorni di caldo, passano molto tempo seduti dietro l’edificio. Sono ragazzi fantastici con cui parlare, ma anche meravigliosi da guardare. Dopo aver incontrato due di loro, ho avuto un’idea per Lee e Dirk. Loro non sanno di aver ispirato la storia.

Ecco un estratto de “Il fuoco della redenzione” che potete acquistare sul sito di Dreamspinner o dai maggiori rivenditori.

LEE non era più andato a trovarlo e Dirk sentiva la mancanza della sua compagnia, della sua amicizia. Rendersene conto fu una sorpresa per lui. Non sono in molti quelli che aiutano qualcuno solo perché ne ha bisogno, senza che venga loro chiesto. Negli ultimi tre giorni, ogni volta che pensava a Lee, Dirk ricordava i suoi baci appassionati e la sensazione della pelle del ragazzo contro la sua, e le sue grandi mani che lo avevano accarezzato con una perfetta combinazione di forza e dolcezza. Il ricordo lo eccitava ogni volta che ci pensava, e dire che non avevano fatto altro che baciarsi e toccarsi un po’; ma era stato molto più significativo di tutti i pompini e le toccatine anonime messe insieme. Sapeva che era meglio stare lontano da Lee; i sentimenti che provava sarebbero morti con il tempo e avrebbe potuto tornare alla sua vita di sempre. Ma era davvero questo che voleva?

Dirk era un bravo vigile del fuoco, questo lo sapeva, ma non piaceva a nessuno in squadra. Questo era poco ma sicuro, ed era chiaro dal fatto che avevano scelto di mandare Lee a fargli visita in ospedale. I ragazzi gli avevano sempre coperto le spalle durante le missioni, il loro sostegno non era in discussione; ma a parte questo, non si era fatto degli amici e ora capiva perché gli altri gli si tenevano a distanza. Era uno stronzo, proprio come aveva detto Lee. Aveva passato gli ultimi tre giorni a rimuginare e si era reso conto che aveva molto in comune con suo padre. Seduto nel salotto, Dirk spense la televisione e accese il computer e dopo qualche falsa partenza, riuscì a scoprire dove abitava Lee; decise quindi di prendere la macchina e andare a vedere se fosse in casa.

Si fermò a comprare delle birre, strada facendo e, arrivato in Hanover Street, la via principale della città, parcheggiò. Suonò il campanello di un appartamento situato sopra un negozio di antiquariato.

Sembrava che in casa non ci fosse nessuno e Dirk si preparò ad andarsene quando sentì il rumore di passi che si avvicinavano alla porta d’ingresso. Lee aprì la porta e lo guardò accigliato prima di farsi da parte per farlo entrare. “Che ci fai qui?”

Che ci faceva lì? Cosa pensava sarebbe successo? Dirk deglutì e Lee cominciò a salire le scale. “Visto che ci sei, vieni su.” Dirk lo seguì e fece il possibile per non guardare il sedere di Lee ma non riuscì a trattenersi.

In cima alle scale, Lee aprì una porta e Dirk lo seguì in un piccolo appartamento che faceva sembrare Lee ancora più grosso di quanto non fosse già, soprattutto quando il ragazzo doveva piegare la testa per passare da una stanza all’altra. “Bel posto,” fece Dirk, poggiando le birre sul piccolo tavolo in cucina.

“Che cosa vuoi, Dirk? Ormai sei guarito e fra qualche giorno potrai tornare a lavoro. Non hai più bisogno di me ora.”

“Io…”

“Che c’è? Devo mettere i panni in lavatrice o hai bisogno che ti tagli il prato? Ero questo per te, no? Uno che ti faceva i servizi. Sta bene, ti ho aiutato quando ne avevi bisogno, ma adesso non più. L’ultima volta che sono stato a casa tua mi hai fatto capire perfettamente cosa provi per me.” Lee si avviò verso la porta e lo guardò. “Non ci arrivi proprio, eh? Ho visto come mi hai guardato quando è arrivato tuo padre. Come se non fossi nemmeno una persona. Non hai pensato di dire a tuo padre che ero un amico? No! Mi hai guardato come se fossi stato la merda attaccata alla suola della tua scarpa! Beh, non lo sono. Sono un essere umano come tutti gli altri. Non avrei dovuto aspettarmi niente di diverso, in fondo tu tratti tutti come se fossero merda.”

“Non è vero.”

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