Elisa – My Reviews and Ramblings: serie Coda di Marie Sexton

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Elisa Rolle è la fondatrice del primo, e tra i più importanti, blog dedicato al m/m romance nel mondo di lingua inglese: Elisa – My Reviews and Ramblings. È inoltre una Top Reviewer in Amazon.com  e ha una conoscenza probabilmente enciclopedica del genere. È poi l’organizzatrice dei Rainbow Awards, che premiano i migliori libri LGBT dell’anno. Tra l’altro l’immagine simbolo degli Awards è stata disegnata da Paul Richmond, il direttore artistico di Dreamspinner.

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Elisa legge e scrive di m/m romance in inglese, ma è italianissima.

Le abbiamo chiesto di affidarci alcune delle sue recensioni, anche se lei non ama chiamarle così, di libri che Dreamspinner Press ha tradotto in italiano e che sono pubblicate in inglese nel suo blog all’indirizzo che trovate in calce alla recensione.

Elisa sarà nostra ospite periodicamente per condividere le sue osservazioni e darci il suo punto di vista davvero unico su alcuni dei libri più amati.

Cominciamo con i primi due libri della Serie Coda di Marie Sexton.

Ringraziamo Elisa della sua disponibilità e auguriamo a tutti una buona lettura (o rilettura)!

Promesse

Promesse

Questa è all’apparenza una classica storia dal tema “gay per te”: Jared, il migliore amico, si innamora di Matt, il prestante poliziotto, che per amore di un uomo decide che essere gay non è così male dopotutto… ma in realtà la storia non è così semplice e alla fine è una semplificazione piuttosto sbagliata.

Innanzitutto, all’inizio della storia Matt non è ancora arrivato e Jared sta vivendo come un monaco in una piccola città del Colorado. È la città in cui è nato e dove ancora vive la sua famiglia, madre, fratello e cognata, che lui ama profondamente. Jared se n’è andato brevemente solo per frequentare il college, ma la laurea che ha conseguito sta prendendo polvere su un mobile mentre Jared “lavora” nel negozio di famiglia. Parlo di lavoro tra virgolette perché non c’è molto lavoro da fare e Jared sta prendendo polvere come la sua laurea. Sembra però che questa sia la vita che ha scelto e così, finora, nessuno l’ha ancora messa in discussione.

Poi Matt entra nella sua vita: amichevole e di bell’aspetto, suscita non solo l’interesse di Jared, ma anche di metà delle donne single della cittadina. Matt sembra però preferire la compagnia di Jared e, forse, ha lanciato qualche strano segnale, perché Jared non capisce se è attratto o no. Quando cerca di accennare alla questione con Matt, riceve un rifiuto imbarazzato, forse un po’ troppo sentito per non essere sospetto, ma Jared ha talmente a cuore l’amicizia di Matt che non insiste. E sinceramente credo che Jared sia anche contento di questo: può approfittare di tutti gli aspetti positivi di una relazione, la compagnia e l’amicizia, senza gli aspetti negativi, la gelosia e l’attenzione fastidiosa della comunità.

Jared incolpa un po’ Matt di non essersi dichiarato, ma anche se Jared vive la sua sessualità apertamente, è chiuso nel suo sgabuzzino tanto quanto Matt: non ha storie pubbliche; il suo unico amico è un turista stagionale che lui incontra nel rifugio sicuro di casa sua e mai fuori in città, dove forse nessuno nemmeno ne conosce l’esistenza. Jared dà la colpa alla città, alla mentalità conservatrice che non lo accetterebbe, ma credo sia proprio Jared a non accettare se stesso. Credo che Jared sia persino imbarazzato perché ama gli uomini, ma non apprezza lo stereotipo dell’uomo gay: Jared è tipo da birra e football e la sua unica stranezza è che preferisce la bicicletta al camioncino; a parte questo, è facile da immaginare con una camicia a quadri e gli stivali da cowboy, mentre fa il tifo  durante una partita di football, con una birra in mano.

A pensarci bene, Matt, con il suo amore per i libri, il suo aspetto curato e ordinato, è più “gay” di Jared che lo è dichiaratamente. Jared dice di esserlo, ma non si comporta in quel modo, Matt dice di non esserlo, ma lo sembra. Forse Matt è perfino più gay di Jared, ma non ha mai avuto occasione per provarlo, prima per l’educazione ricevuta in famiglia e poi per il suo posto di lavoro.

Mi piace il modo tranquillo in cui la storia si evolve, mi piace che Jared non insista con Matt, anche se ha forse una sua ragione segreta per farlo, e mi piace che Matt arrivi da solo alla propria decisione, ragionandoci e con attenzione, perché penso significhi che la sua decisione è più consapevole di una provocata dal desiderio sessuale.
E poi mi piace questa piccola città, probabilmente un ritratto più realistico di altre piccole città di cui ho già letto; anche se piccolo, è un cosmo concentrato, con persone buone e cattive, con accettazione e rifiuto, ma dopotutto non è un posto brutto in cui vivere.

Postata originariamente: http://reviews-and-ramblings.dreamwidth.org/737601.html

Traduzione e riproduzione autorizzata. Copyright @ Elisa Rolle.

Dalla A alla Z

Dalla A alla Z

Dalla A alla Z, il titolo del libro, ha diversi significati. È il nome del negozio di noleggio video che Zach possiede ad Arvada, Colorado, un posto che, più o meno, è a metà tra una piccola e una media città. C’è ancora la possibilità per il suo negozio di sopravvivere, a Zach basta poco per vivere, ma non è certo un posto dove si può avere successo. In realtà, Zach è arrivato ad Arvada con il suo precedente ragazzo subito dopo il college e, quando l’altro lo ha lasciato per trovare, forse, successo da un’altra parte, Zach è invece restato, incatenato a quel posto per la sua mancanza di iniziativa. Non è un cattivo ragazzo, ma non è un leader; non si rende nemmeno conto delle sue qualità positive: è bello e gentile, invece si considera “nella media”. Zach è una di quelle persone che hanno bisogno di uno shock per capire le cose, o che qualcuno gliele spieghi in parole semplici e chiare. Non fraintendetemi, Zach non è stupido, è solo un po’ perso.

Dalla A alla Z è anche il modo in cui l’autrice ha stabilito il ritmo della storia: il punto di vista passa da Z (Zach) a A (Angelo) alternativamente. Angelo è un po’ più giovane e comincia a lavorare per Zach quando questi inizia una relazione con Tom. In realtà Angelo sta cercando un modo perché Zach lo noti, ma come ho detto, Zach non è ferrato nei sottintesi e Tom invece è partito subito in quarta. Angelo diventa non solo un dipendente di Zach, ma anche un amico, ed è lì a sostenerlo quando Tom si rivela essere l’uomo sbagliato. È strano, i punti di vista di Zach e Angelo sono entrambi in prima persona, ma quando è Angelo a parlare, le parole arrivano al lettore in un modo più tagliente, crudo, come se l’anima di Angelo fosse denudata al lettore, mentre la voce di Zach è più sommessa. Questo rispecchia i personaggi: Angelo è cresciuto affidato a i servizi sociali, ha sempre dovuto prendersi cura di se stesso, ferito e spaventato, ma è riuscito a sopravvivere; Zach è sempre stato protetto dai genitori, dal fidanzato, persino dal suo datore di lavoro precedente, che ha lasciato il negozio a Zach dopo essere andato in pensione. Zach non ha praticamente mai combattuto per qualcosa, mentre Angelo ha sempre combattuto per tutto.

Dalla A alla Z è anche il percorso fatto da Angelo e Zach nella loro relazione: prima Zach deve rendersi conto che non è Tom l’uomo giusto per lui, ma Angelo, quindi Zach si deve avvicinare a Angelo per iniziare una relazione con lui; poi Angelo deve capire che è possible avere una relazione duratura, che essere abbandonati da piccolo non significa che tutti lo abbandoneranno, così Angelo deve avvicinarsi a Zach per vivere con lui.
Promesse, il precedente libro di Marie Sexton, era molto buono, specialmente se si amano le storie “Gay per te”, ma Dalla A alla Z è certamente ad un livello superiore. È una storia molto commovente, fondata soprattutto sui personaggi e la loro relazione, e ha un’atmosfera semplice e tranquilla, come una torta fatta in casa. È una lettura che consola, e questo per me è un grande complimento, non una critica.

Postata originariamente: http://reviews-and-ramblings.dreamwidth.org/2573538.html

Traduzione e riproduzione autorizzata. Copyright @ Elisa Rolle.

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3 pensieri su “Elisa – My Reviews and Ramblings: serie Coda di Marie Sexton”

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