Parole d’amore: in palio un coupon di $ 6,99

Immagine Quale migliore occasione di San Valentino per aprire qualche libro e trovare le parole che ci hanno toccato il cuore?

Avete tempo fino alla mezzanotte di giovedì 13 febbraio per postare la frase o il brano di un libro della Dreamspinner che secondo voi esprime il vero romanticismo.

Nel giorno di San Valentino estrarremo tra tutti i partecipanti (potete concorrere con una frase sola) un vincitore che riceverà in premio un coupon del valore di $ 6,99 da spendere nello store di Dreamspinner Press.

Potete postare la vostra frase qui o sulla pagina Facebook o su Twitter. 

Buon San Valentino a tutti!

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80 pensieri riguardo “Parole d’amore: in palio un coupon di $ 6,99”

  1. Le sue dita vagarono sul corpo di Dante, marchiandolo coi loro segni, memorizzandolo. “Tutto questo appartiene a me. Solo a me. Nessun altro può averlo. Nemmeno tu. E’ mio. Tu sei mio”. Dante gemette e annuì, supplicando. “Il tuo sputo è mio. La tua schiena. Il tuo odore”.
    (Testa calda, Damon Suede)

  2. Otter oh otter
    Non mandare le mucche al macello
    Ti amo e dovevo dirtelo prima
    Ma non trovavo la rima
    (Ok l’ho scritta a memoria .quindi mi scuso se non è precisa )

    1. Ok domani la sistemo. Ma vi giuro che questa scena mi è rimasta in mente e non mi molla più. Non posso guardare un gabbiano senza che mi venga in mente questo pezzo

  3. “Quindi vuoi tenermi con te?” mi chiese. Misi le mani sul suo viso, sollevandogli un po’ la testa così da potergli baciare il collo; era una parte del suo corpo che mi piaceva moltissimo. Rabbrividiva ogni volta che lo facevo.
    “Sono io l’orfano,” gli dissi tra un bacio e l’altro. Le sue mani strinsero forte le mie spalle e un brivido gli percorse tutto il corpo. “Sei tu che mi devi tenere.”
    “È tutto quello che ho sempre voluto, Web, lo sai benissimo.”
    Lo sapevo, era vero. “Beh, non ce ne sarà bisogno. Son qui per restare. Per sempre.”
    “Ci conto,” disse, baciandomi sulla bocca.
    Sapevo anche che ci contava perché la stessa identica cosa valeva per me.
    (Ranocchio, di Mary Calmes)

  4. “Quella notte,dopo aver accompagnato Janey al suo hotel,io e Brock facemmo l’amore,e fu la prima volta.
    Certo,era stato amore anche prima,solo che adesso aveva un nome.
    Fummo teneri e ci prendemmo tutto il tempo che serviva,come se…come se l’amore fosse una grande coperta che noi stavamo avvolgendo durante la notte,apprezzandone ogni punto e ogni filo,ogni motivo intricato e unico.
    Ci lasciammo avvolgere e rimanemmo a goderne il calore”..(Solo una bozza..Eric Arvin)

  5. Nei libri della dream ho sempre trovato amore e passione, ma nessuno degli autori, a mio avviso, riesce ad essere profondamente e puramente romantico quanto Amy Lane.
    La sua massima espressione di romanticismo che ho letto fin’ora l’ho trovata in “Promesse mantenute”. La lettera di Deacon a Crick mi fa piangere e sorridere ogni volta. Non posso sceglierne un solo pezzo, perché è in tutto e per tutto la più bella dichiarazione d’amore che abbia mai letto, perciò la metto per intero.

    Crick,
    so che c’è la possibilità che le lettere vengano lette, quindi bruciala se devi. Non vedo l’ora di vederti, anche se solo al computer, ma ho anche paura. Più che altro ho paura che tutta la merda nel mio cuore si allei contro la mia lingua e io me starò lì a fissarti, talmente contento che tu sia vivo che tutto il momento sarà rovinato.
    Devi sapere che voglio toccarti. Devi sapere che voglio dirti un migliaio di cose senza senso, ma per te suoneranno perfette. Devi sapere che sogno i tuoi occhi e il tuo sorriso a metà, e che un migliaio di volte al giorno inizio una conversazione con te su qualcosa di stupido, e mi si spezza il cuore quando tu non sei lì a dire la tua. Devi sapere che ti amo. Sono ancora arrabbiato, ma ti ho promesso che non lo sarei stato più al tuo ritorno, e inizio a pensare di poter mantenere quella promessa, quindi non preoccuparti. Ti amo. È questa la cosa importante. Morirei per te e mi uccide il pensiero che ti trovi in un posto dove rischi la vita per il tuo paese e io non posso salvarti. Sono contento che senti la mia voce nella tua testa che ti tiene al sicuro. Io sento la tua voce nella mia testa per non dare di matto.
    Devi sapere tutte queste cose e poi te le devi tenere a mente per dopo. Non siamo neanche a metà strada, piccolo. Nessuno di noi due ce la farà se andiamo avanti a spezzarci il cuore come abbiamo fatto. Ho bisogno di vivere nel presente per Benny. E tu nei hai bisogno per me.
    Quando tornerai a casa gli argini si apriranno e la corrente porterà via tutto il dolore e ci saremo solo noi due, nuovi e splendenti, con le mani sulla pelle l’uno dell’altro, e i nostri corpi si stringeranno così tanto che sentiremo i nostri pensieri. Quando sarai a casa potremo essere amanti.
    Nel frattempo ci vedremo al computer e fingeremo di essere come fratelli. Ora che il tuo ufficiale comandante ha dato l’autorizzazione, potremo mandarci messaggi e twittare (grazie, Benny) e parleremo in codice come abbiamo fatto, e tu devi sapere che sei ancora amato. E devi conservare questa cosa vicino al tuo cuore. C’è un motivo se non hai cercato di tirarti indietro quando hai firmato per l’esercito e se io non ho cercato di convincerti a farlo. Dobbiamo tenerlo a mente – rappresenta chi siamo ed è uno dei motivi per cui, secondo me, possiamo amarci qualsiasi cosa accada. Lo so che hai nostalgia di casa, Crick, e casa non sembra più la stessa senza di te. Resistiamo, così potrai tornare a casa in pace.
    (Aggiungo, per quanto possa sembrare fuori tema, che se mi somigli un po’ ti sentirai più in calore di un porcospino. Te lo dico così tanto per, nel caso ti preoccupassi per quel tipo di cose – non farlo.)
    Ricordi quella canzone al matrimonio di Jon e Amy?
    Ho bisogno di te quanto ti voglio. Sempre e per sempre. Ti voglio quanto ti amo. Sempre e per sempre.
    Considerala una promessa.
    Deacon

    1. Avevo in mente anch’io quella lettera, anche se in molti romanzi ho trovato momenti che mi hanno fatto sognare questa lettera è stata struggente. Ottima scelta.

  6. Sarò banale (e ossessionata da zia Amy) ma mai scena è stata più dolorosamente romantica del momento in cui Brian dichiara il suo amore a Talker (e si, mentre la cercavo avevo le lacrime agli occhi e se penso a La guargione di Talker divento un annaffiatoio…ops…ho appena pensato a quel libro!).

    “Sto per tirarmi indietro e baciare l’angolo della sua bocca, dove il tatuaggio incontra la pelle, e sto per continuare a baciarlo. Lo bacerò lungo la linea della mascella e giù per il collo, la spalla, il petto, giù fino alla giuntura della coscia, e se non fosse così maledettamente scomodo, lo bacerei di nuovo fin sull’altro lato. Come stanno le cose, sto semplicemente per farlo sdraiare e farlo rotolare sull’altro lato e baciarlo ovunque. Sto per prendere quel segno, dove ha marcato i posti di sé stesso che lui non vuole che nessuno veda, e sto per cancellarlo completamente. Sai perché?”.
    “Non lo so minimamente” ora sembrava semplicemente esausto. Oh Dio. Dai, Tate, mostrati a me. Lascia che io ti abbracci. Lascia che io porti il tuo peso quando non riesci più a sopportarlo.
    “Perché non c’è nessun posto che io non voglia vedere del ragazzo dei miei sogni. L’ho visto distrutto… l’ho visto forte. L’ho visto andare in cerca dell’amore ancora e ancora, e tutte le volte tornare indietro con così tanto… così tanto ottimismo.. Così tanto sentimento. Anche questa…” Brian cercò di tener fuori l’irritazione dalla sua voce, ma fallì “Anche questa porcheria, è comunque ottimismo. E’ dare. Il ragazzo dei miei sogni… lui dà ogni cosa. Ascolta la musica che lo commuove e cerca di condividerla con il resto mondo. Guarda i film che lo commuovono, lui li adora, e vuole che anche il resto di noi si senta in quel modo. Va alla mensa dei poveri con me perché è un bravo ragazzo e le persone lo amano quando è lì, perché dare… parlare… è così naturale per lui, che lo possono percepire… che è pieno di bontà. Vogliono stargli vicino solo per sentirla emanare dalla sua pelle.
    “Ma è il mio ragazzo dei sogni. Mio. E voglio essere l’unico a stargli vicino. Così, quando avrò finito di baciare via quella linea, metterò le mie braccia sotto le sue e lo tirerò vicino, baciandogli il retro del collo, baciandogli colonna vertebrale, baciandolo fino in fondo alla schiena… fino a quel posto che lui non vuole che nessuno tocchi e sto morendo dalla voglia di baciare anche quello. Lo leccherò fino a laggiù, succhierò tutto quello che vorrà nella mia bocca e ne farò un oggetto d’adorazione, dannazione. Lo terrò al sicuro. Lo prometto. Quindi sta per essere al sicuro. Sta per essere al sicuro nelle mie mani e nella mia bocca… e sta per venire, in ogni modo che lui voglia, e glielo farò fare io, in ogni modo che lui voglia che io lo faccia. E quando avremo finito, e saremo sudati e affannati, lo bacerò ancora. E gli dirò che lo am…”.
    “Non dirlo” la voce di Tate diventò ferma, diventò arrabbiata, e Brian ne ebbe abbastanza. Aprì la porta di quel cubicolo dalle pareti blu, diventato improvvisamente claustrofobico e parlò alla fessura della porta di Tate, cercando con la sua mente di ricreare i lineamenti di Tate. Era accucciato dietro al gabinetto con le braccia strette intorno a sé.
    Anche da dietro alla porta, Brian poteva dire che stava tremando. “Io ti am-“.
    “Non dirlo!” urlò Tate e Brian gli gridò dietro.
    “Se non vuoi che lo dica, esci fuori e fermami, dannazione!”.
    Ci era riuscito. Aveva reso Tate abbastanza arrabbiato da tirare indietro la serratura della porta.
    “Non dir-“.
    Eh già. Tate era di certo sorpreso “Gesù, Brian, cosa cavolo è successo ai tuoi capelli?”.
    “Li ho tagliati,” gli disse brevemente Brian. Le braccia di Tate gli ricaddero sui fianchi e osservò Brian con assoluto stupore. L’eye-liner gli era colato su tutta la faccia e Brian lo strofinò via coi suoi pollici. Le lacrime di Tate lo sostituirono, così Brian pulì le mani sui pantaloni e pulì via anche quelle.
    “Perché?” chiese Tate, con la voce soffocata.
    “Perché ti amo, Talker. Cerco di dirtelo da sempre. Ti amo nell’esatto modo di cui hai bisogno… ma sono troppo stupido per essere il Principe Azzurro. Dovrai accontentarti di me”.

      1. sto libro (e il successivo) mi hanno fatto immedesimare nell’abuso, mentre prima ero abituata a condannarlo dall’esterno, inoltre è un inno alla forza di due bambini che cercano di tirare avanti da soli, senza l’aiuto di nessuno se non del loro amore. Tate e Brian sono così soli che quando leggi di loro fa male il cuore.

  7. “È difficile respirare quando guardi ogni mio movimento, ed è difficile riuscire a vedere quando occupi tutta la stanza. Vorrei essere qualcun altro, vorrei riuscire a controllarmi. Vorrei avere il coraggio di credere” ( American Love Songs- Ashlyn Kane)

  8. … camminando fianco a fianco come se fosse la cosa più semplice del mondo. Maklin non sapeva se fosse la più semplice o la più difficile, ma di una cosa era certo: era la più importante.
    (ariel tachna)

  9. Un leggero, dolce sorriso si diffuse sul viso di Tristan, e incrociò gli occhi di Charles con i suoi che brillavano di amore. “Lo è proprio, vero?”
    Charles lo fissò confuso, il suo cuore si ribaltò. Mio Dio, pensò sconvolto, cosa non darei perché quello sguardo riguardasse me. Il grigio argentato degli occhi di Tristan si era fuso in qualcosa di più dolce; quel sorriso, così diverso dai sorrisetti nervosi che aveva fatto prima, passò dritto dentro Charles come il proiettile di moschetto che si era preso sul fianco anni prima, lo strano shock indolore dell’impatto prima che cominciasse a fare male. Ma questa volta non ci fu alcun dolore. Questa volta ci fu una vampata di calore e stordimento, come se stesse trattenendo il fiato e inspirasse solo ora. E nel risvegliarsi dello shock un comprendere lento, agrodolce. Pensava di aver trovato Tristan attraente prima. Vedendolo adesso sorridere con amore, Charles si rese conto che era più della sola attrazione, più del semplice charme di un giovane uomo bello, arrogante e lunatico.
    Quel viso – quell’amore – erano di un uomo che poteva rubare il cuore di Charles. CUORI AFFINI-SPEEDWELL ROWAN

  10. “Aaron?”
    La mia voce era più bassa e non stavo più urlando.
    “Sì?”
    “Ti meriti di meglio.”
    Fece un suono strozzato e poi udii la voce rotta. “No, non dirlo, Zach.”
    Cosa pensava che stessi per dire?”
    “Aaron, ascoltami. Non puoi continuare a mettere i tuoi bisogni e desideri dopo quelli degli altri. Non puoi continuare a vivere la tua vita per fare felici gli altri, non se accade a tue spese.”
    “Ti prego, Zach. Ti amo così tanto. Ti prego.”
    Stava quasi sussurrando e le sue parole erano cosparse di gemiti. Sembrava che stesse piangendo.
    “Cosa c’è che non va, Aaron? Perché piangi?”
    Tirò su con il naso.
    “Non voglio perderti. Ti prego, non farla finire, Zach. Ti prego.”
    Era quello che pensava che stessi per fare?
    “Non sto rompendo con te, Aaron.”
    “No?”
    Sembrava così sollevato.
    “No, non lo sto facendo. Ti sto chiedendo di dirmi ciò di cui tu hai bisogno. Ti sto chiedendo di smetterla di trattenerti. Ti chiedo di dirmi onestamente cosa vuoi da me.”
    Non disse niente per alcuni lunghi istanti. Lo sentivo respirare attraverso il telefono. Alla fine, parlò.
    “Non voglio che nessun altro ti tocchi. Non voglio che tu tenga la mano a un altro ragazzo, figuriamoci se si parla del culo o del suo cazzo. Voglio che tu sia mio. Solo mio. Voglio che ti trasferisca da me, in modo da poter stare insieme tutti i giorni. Noi due, insieme, vivere le nostre vite senza nessun altro. Voglio che siamo una famiglia, Zach.”
    “Ok.”
    “Ok?”
    Sembrò sorpreso.
    “Sì, ok. Voglio anch’io quelle cose. A parte quella stronzata da ubriaco che ho fatto alla festa del tuo amico il primo weekend che ci siamo conosciuti, non sono stato con nessun altro dalla prima volta che ho messo gli occhi su di te. E non mi manca. Voglio vivere la mia vita con te, Aaron. Solo con te.”
    Sentii il suo respiro farsi più rumoroso. Era come se stesse annaspando in cerca d’aria.
    “Tu… tu non sei stato con nessun altro? Per niente? È passato, quanto? Quasi cinque mesi. E ci siamo visti solo pochi giorni in questo lasso di tempo. E… E… e non ti avevo nemmeno chiesto di essere monogamo. Nessun altro? Per tutto il tempo?”
    Mi sentii di merda nel percepire il sollievo e l’euforia, a malapena contenuta, nella sua voce e nel sapere che l’avevo portato alle lacrime solo facendo poco più che dargli quello che mi aveva liberamente dato dall’inizio: impegno.
    “È vero. Non l’hai chiesto. Ma non ho voluto nessun altro. Avrei dovuto dirtelo. Posso essere un cazzo di stronzo a volte, Aaron. Mi spiace.”
    Fece una risatina.
    “Oh, va tutto bene. Me l’hai detto ora ed è ciò che conta. Oltretutto mi piacciono i cazzo di stronzi.”
    Risi.
    “Ti amo, Aaron.”
    Mi aspettavo un ‘ti amo anch’io’ ma quello che disse mi commosse ancora di più in quel momento.
    “Lo so, Zach. Lo so.”
    LUI MI COMPLETA Cardeno C.

  11. “Io non credo che tu sia il mio compagno, cucciolo. Io SO che lo sei. Il mio corpo ha un bisogno disperato di te come l’aria. La mia mente desidera ascoltare la tua voce, dolce come le onde dell’oceano che lambiscono la costa. ” ( Caccia a Seth)

  12. -Otter-
    “Mi dispiace di averti lasciato, Bear. Mi dispiace di quello che hai dovuto sopportare negli ultimi tre anni, quando io sarei potuto essere qui e aver reso le cose più facili. Mi dispiace di un sacco di cose. Non so cosa sia quello che stiamo facendo adesso e non so neanche se durerà, ma non voglio andare più da nessuna parte se tu non sei con me. Non pensavo di provare ancora queste cose. Ma vuoi sapere quando me ne sono di nuovo reso conto? Quando ti ho visto e ho sentito che la lotta per te era tutto ciò che avevo sempre fatto?
    È stato quando mi hai lanciato la lettera. L’hai tirata fuori dal portafogli e mi ha lanciato quella dannata lettera in faccia. Mi sono detto che era stupido pensare che forse l’avessi tenuta come ricordo di quanto ti avevo ferito. Ma una parte di me non poteva farci nulla se non…sperare. Anche se non ne verrà fuori nulla, ti voglio nella mia vita. Ovunque tu vada, voglio esserci. Mi sei mancato, Papà Bear. Dio, quanto mi sei mancato. Non voglio che tu mi manchi di nuovo.”
    -Bear-
    “Mi hai detto che la battaglia per me è tutto ciò che hai sempre fatto. Ci penso parecchio e, da qualche parte dentro di me, in un posto segreto che posso contemplare solo per poco tempo, so che hai ragione. Lo so perché ho combattuto affinché tu tornassi a casa. Ho urlato e sono morto, ho pregato per il tuo ritorno. Ci è voluto così tanto, ma adesso sembra quasi che tu non te ne sia mai andato e non riesco a sistemare questa cosa nella mia testa. Non l’ho mai detto a nessuno, ma ogni volta che mi sentivo triste, solo o depresso pregavo Dio di farti tornare. Che avrei fatto qualsiasi cosa Lui avesse voluto se solo tu fossi rientrato da quella porta. Eri l’unica cosa che mi faceva sentire al sicuro quando i terremoti minacciavano di distruggermi. Avevo bisogno che tornassi a casa perché, quando non sei qui, neanche io ho una casa. Quindi ecco perché mi sono arrabbiato così tanto con Anna, ero così spaventato da quello che aveva detto. Si era avvicinata alla verità molto più di me e non sapevo cos’altro fare.
    Non posso prometterti molto, Otter. Vorrei ma non posso. Posso prometterti di affrontare una cosa alla volta. Posso prometterti di cercare di dirti tutto. Posso prometterti che cercherò di farti sentire come tu fai sentire me. Voglio che tu sia al sicuro e protetto e voglio essere io a farti sentire così perché a volte, santo cielo, a volte, la lotta per te è tutto ciò che ho fatto. E sono così stanco di combattere. Sono stanco, Otter, ma se tu sei qui con me, so che tutto andrà bene. So che posso andare avanti.” Mi fermo, esausto, svuotato, terrorizzato.
    (UN INSOLITO TRIANGOLO, TJ Klune)
    Non ho potuto fare a meno di citare entrambe le dichiarazioni, Dio quanto amo questo libro!

  13. “Mi… mi ami, Ashton?”
    “Ma certo!” Sapevo che non sarebbe riuscito a dirlo, che forse non l’avrebbe mai detto, ma sapevo anche che mi voleva bene e mi sarebbe bastato.
    “È stato un lungo viaggio fino a qui, piccolo, ma ti amo anch’io.”
    Mi ritrassi e lo fissai a bocca aperta come un imbecille. “D… davvero?”
    “Certo. Perché lo trovi così sorprendente?”
    Non avevo parole per rispondergli e lui sorrise teneramente e mi accarezzò la guancia.
    “Giornata lunga, eh?”
    “Proprio così.”
    (DACCI OGGI LA FELICITA’ – TINNEAN)

  14. Aprì gli occhi e, quando guardò in quelli di Jake, sentì emanare da loro un forte senso di tranquillità. Jake doveva aver capito cosa gli passava per la testa, perché disse: “Sono qui. Va tutto bene. Non andrò da nessuna parte.”
    Jake lo rassicurò accarezzandogli dolcemente il viso e lasciando poi scorrere le dita tra i suoi capelli; Zander scrutò in quegli occhi splendenti come gemme, e vi trovò tanto amore e tanta devozione che le sue paure si dissolsero in un attimo.
    Ormai era certo di voler cogliere quell’occasione; il dono che gli era stato fatto, quello di avere Jake nella sua vita, era certamente valso tutto il dolore che aveva dovuto sopportare.

    (da “Dono d’Amore” – Scotty Cade)

  15. “Ang, per favore, dimmi che non te ne andrai.”
    “Dove credi che debba andare? Siamo nel bel mezzo della notte.”
    “Sai che non è quello che intendo.”
    “No.”
    “No, non sai cosa intendo?”
    “No.” Mi sorrise. “Non me ne andrò.”

    Lo tenni stretto a me fino a quando non lo sentii addormentarsi sul mio petto. Mi chiesi se l’amore fosse proprio quello

  16. “Ang, per favore, dimmi che non te ne andrai.”
    “Dove credi che debba andare? Siamo nel bel mezzo della notte.”
    “Sai che non è quello che intendo.”
    “No.”
    “No, non sai cosa intendo?”
    “No.” Mi sorrise. “Non me ne andrò.”

    Lo tenni stretto a me fino a quando non lo sentii addormentarsi sul mio petto. Mi chiesi se l’amore fosse proprio quello.
    DALLA A ALLA Z DI MARIE SAXTON

  17. David alzò gli occhi, l’espressione smarrita tanto quanto si sentiva smarrito Zach.
    “Non volevo che mi lasciassi andare. Volevo che mi baciassi. Volevo fare tutto quello che abbiamo fatto – eccetto l’attacco di panico e il pugno sul naso, quelli non sono stati granché divertenti. Ma tutto il resto… Cristo, Taff, svegliarmi accanto a te è stata la miglior sensazione che abbia mai provato in vita mia.” Zach strinse lo schienale della sedia davanti a lui. Dovette sforzarsi, per trovare il coraggio di sollevare lo sguardo e incontrare i solenni occhi scuri di David. “Ho mentito, ieri, quando ho detto che non ti volevo. Ti voglio. Ti voglio così tanto che mi sta uccidendo. Ma io non sono ciò che tu vuoi – non posso essere ciò che vuoi. Dio, sei così bello che potresti avere chiunque volessi. Perché vorresti stare con qualcuno così fottuto, dentro e fuori, come me?”
    “Forse perché ti amo?”
    Le parole aleggiarono nell’aria tra di loro. David attese la risposta di Zach, perfettamente immobile, senza nemmeno respirare.
    Zach ebbe come la sensazione che tutto l’ossigeno presente nella stanza fosse stato aspirato. Boccheggiò, senza fiato.
    Tratto da ” Alla ricerca di Zach” di Rowan Speedwell. Adoro tutti i libri della Dreamspinner, e ci sono commenti belissimi ❤ ma questo racconto mi ha sempre fatto sentire un emozione in più 😀

  18. “Sarò molto delicato.”
    E lo fu. Si mise allineato a me, come faceva sempre, e ci accarezzò contemporaneamente. Era
    molto lento e pieno di passione, mi baciò fino alla fine, per poi allontanarsi per guardarmi venire. E,
    per quanto potessi esserne sorpreso, fu proprio il guardarmi a farlo venire, e disse, al mio orecchio:
    “Dio, amo guardarti.”
    Dopo, restammo avvinghiati nell’oscurità.
    “Jared?” Le sue dita stavano giocando con i miei capelli.
    “Sì?” Ero più che mezzo addormentato, caldo e soddisfatto, di nuovo nel mio letto. Con lui.
    “Dillo per me.”
    “Sei pesante.”
    “No.”
    “Sei un bastardo manipolatore.”
    “No.” Stava ridendo.
    “Avevi ragione.”
    Mi tirò con forza i capelli. “Neppure quella.”
    “Ti amo?”
    Sospirò soddisfatto. “Ecco, era quella giusta.”
    Mary Sexton Promesse

  19. Kasey si sdraiò su Seth, rabbrividendo. Posò l’orecchio sul cuore e lo sentì pompare energicamente. Si sollevò quanto bastava per posare un bacio su di esso per poi appoggiare di nuovo la fronte sul petto del suo cucciolo. Si spostò, così da vedere le guance di Seth arrossire. Gli occhi blu oceano del veterinario erano chiusi, ma si aprirono lentamente quando disse: “Ti amo cucciolo”.
    Seth fissò lo sguardo in quello di Kasey. La tenerezza nei suoi occhi gli tolse il fiato. Non sapeva come aveva potuto essere così cieco. Sorrise dolcemente mentre sollevava una mano per posarla sulla guancia di Kasey. “Anch’io ti amo,” disse convinto.
    Si ritrovò senza fiato quando Kasey si alzò di scatto e lo strinse a sè.
    Seth squittì per la sorpresa ma lasciò che Kasey lo stringesse senza protestare. Passò le dita tra i capelli di Kasey. “Mi stai schiacciando,” riuscì a dire con voce soffocata dopo qualche istante. Kasey si rilassò ma non allontanò Seth. Qualcosa di umido cadde sulla spalla di Seth, che spalancò gli occhi per la sorpresa e appoggiò il mento sulla spalla di Kasey. “Mi dispiace di averci messo così tanto a dirlo”, mormorò.
    Deglutendo un paio di volte, Kasey strizzò gli occhi. Sfregò la guancia contro il collo di Seth affettuosamente. Le sue erano lacrime di gioia e di amore. “Non ero sicuro che l’avresti mai fatto. Spero che tu sappia che questo significa che non ti lascerò andare mai più.”
    Un sorriso contento comparve sul volto di Seth. “Bene, perchè ora che lo sai non ti libererai mai di me.”
    “Caccia a Seth” di J. R. Loveless
    Quanto adoro questa coppia *^*

  20. SI SPOSARONO quella mattina presso la casa di un amico negli Hamptons. Era stato un raduno informale, una piccola cerimonia con gli amici più intimi, a piedi nudi sulla spiaggia. Mark, ora sposato con Zanna e un bambino in arrivo, fu il testimone di Jack. Liz era apparsa in smoking, completato da un brillante cappello a cilindro. Appariva
    deliziosamente androgina tranne che per la pancia che stava crescendo, testimonianza della felicità concessale da Rodrigo, un interprete brasiliano/portoghese delle Nazioni Unite con il quale era veramente scappata per sposarsi, nel weekend successivo al festeggiamento dell’ultimo giorno dell’anno, a casa di Jack e Lucas. Loro sei, con Ann Elise e i due figli di Liz, prepararono un elaborato pranzo-picnic sulla spiaggia, raggiunti da Sean e dalla sua ragazza e da Maria con il suo fidanzato ‘medico senza frontiere’. L’atmosfera era stata rilassata e felice con un consumo di alcolici ridotto al minimo a causa della presenza delle gestanti, ma piena di discorsi e prese in giro da tutti gli amici che erano stati coinvolti nelle storie che avevano formato le loro vite. Nelle prime ore del giorno successivo, fecero l’amore nel letto che era stato la loro oasi. Lo fecero con calma, baciandosi lentamente, toccandosi e strofinandosi l’uno contro l’altro. Si conoscevano bene, sapevano cosa li faceva sentire bene e cosa li portava in paradiso. La conoscenza significava calore e sicurezza. Jack guardò in alto verso gli occhi scuri di Lucas pieni di lussuria mentre il suo amante lo penetrava. Sentì lo stretto passaggio deliziosamente caldo circondarlo mentre Lucas si adattava all’intrusione. Mentre Lucas cominciava a muoversi, Jack vide che il giovane uomo non sarebbe durato a lungo. “Vieni per me, Luke. Vieni per me, marito mio.” Lucas sorrise alla parola marito, incapace di rispondere a parole perché i suoi movimenti diventarono più pressanti. Si piegò in avanti, prendendo la testa di Jack tra le mani e sussurrò: “Vieni con me, Jack. Ti prego.” Jack fece fatica a tenere gli occhi aperti perché il piacere familiare gli tendeva l’inguine, ma non voleva perdere la bellezza del viso di suo marito mentre venivano sconvolti dal loro reciproco orgasmo. Si svegliarono alcune ore più tardi; i raggi del sole appena sorto brillavano attraverso le tende, abbassate per metà. “Sono felice che tu abbia detto no al Presidente,” ammise Lucas pigramente. “Pensavo che le nostre vite fossero abbastanza perfette già così come sono,” sussurrò Jack mentre baciava i capelli di Lucas. “Mi piace l’anonimato, mi piace il fatto che abbiamo potuto sposarci senza fare scalpore. Mi piace l’idea che Ann Elise stia crescendo con gli amici che conosce dall’asilo.” Lucas si limitò a sorridere mentre si rannicchiava più vicino e si abbandonava di nuovo al sonno. Sì, la vita era perfetta così com’era.
    Owens, Zahra (2013-08-05). Diplomazia (Italian Edition) (Kindle Locations 3680-3701). Dreamspinner Press. Kindle Edition.

  21. Accarezzai i suoi capelli e lo strinsi a me come per una muta richiesta di scuse per i miei errori passati e per averlo fatto dubitare dei miei sentimenti. Lui rispose muovendo la mano in modo circolare, dal mio stomaco fino ai miei testicoli. Continuò a guardare il film, tenendo la mano lì, a volte accarezzandoli con le dita e a volte semplicemente tenendoli in mano.
    “Non hai idea di quanto sia appropriato, Nate.”
    Mi guardò distogliendo lo sguardo dal film. “Cosa?”
    “Mi hai sempre tenuto per le palle. È bello vedere che finalmente sei pronto ad accettare la cosa.” Dove lui finisce ed io comincio. Cardeno c.

  22. “sono felice di averti incontrato, Rafe. Non mi sarei mai aspettato di vederti entrare nella mia vita e rigirare tutto sotto sopra. Avevo così tanti piani…”
    “l’amore non si attiene a tabelle di marcia prestabilite, amore mio”
    Rafe ridacchiò soddisfatto mentre iniziava a comprendere appieno il futuro da felici-e-contenti che gli si prospettava davanti con il suo compagno. “Perché, sai dolcezza, quello che abbiamo qui è amore e non soltanto un accordo in denaro o un matrimonio combinato o un contratto per il prezzo del compagno, o sesso bollente. Questo qui è amore.”
    Kris ridacchiò felice a sua volta. “Sono contento che finalmente te lo sei infilato in quella testa dura, stupidotto.” Accoccolandosi più vicino al suo compagno, socchiudendo gli occhi color nocciola, con la convinzione di aver trovato qualcosa che aveva cercato per tutta la sua vita. “Ti amo anch’io, dolcezza.”
    La via dei lupi di Susan Laine

  23. “Alla fine parlò, sussurrando appena. “Cosa volevi dirmi di quei tizi con cui sei stato a letto?” L’ultima parola gli uscì acida. “Perchè non sei rimasto con loro?”
    Mi costrinsi a reggere il suo sguardo. “Perchè…” Il cuore mi batteva forte. Mi leccai le labbra ma avevo la lingua secca. “Perchè non erano….”
    Inarcò appena le sopracciglia: “Non erano cosa?”
    Col cuore in gola, lo guardai negli occhi e sussurrai: “Te”.
    L.A. Witt – Le regole del gioco

  24. Ciao Emanuela, grazie per l’interessamento 😉
    Va un po’ meglio e speriamo proceda così. Bella questa iniziativa alla quale non potevo non partecipare; la scelta è stata ardua ma ho optato per “Le regole del gioco” perchè mi ha tanto emozionato.
    Un abbraccio a te e alle tante amiche del blog!

  25. Nash avrebbe voluto tanto buttargli le braccia al collo e sentiva già il sapore delle sue labbra, ma non poteva farlo, non ancora. “Ho detto che ricordo ogni singolo momento trascorso con te, mi ricordo del bar, mi ricordo di noi. Ricordo anche tutto quello che ho fatto e ogni singola parola che ho detto ieri. Brody…” Prese il coraggio a due mani e si alzò in piedi, mettendo le mani sulle cosce di Brody e annullando la distanza che li separava.
    “Mi dispiace tanto. Sono di non potermi aspettare il tuo perdono per le cose che ho detto e,” Nash chiuse gli occhi per nascondere il dolore di fronte al ricordo delle sue azioni sconsiderate, “le cose che ho fatto. E non so se mi vuoi ancora, ma spero che ci sia anche solo una minima possibilità che tu possa. E voglio che tu sappia che sono pronto ad aspettare fino a quando vorrai, prenditi tutto il tempo che vuoi. Aspetterò per sempre, se devo. Devo solo sapere… Le parole morirono prima ancora di arrivargli in gola quando si ritrovò buttato sul tappeto con Brody che gli stava sopra.
    “Ti ricordi di me?” La voce di Brody era colma di speranza mentre l’uomo gli prendeva il volto fra le mani.
    “Ricordo tutto. Credo che parte di me non abbia mai dimenticato,” bisbigliò Nash, cercando di deglutire nonostante il groppo alla gola mentre passava le mani sulle spalle di Brody e affondava le dita fra le morbide onde familiari dei capelli dell’omone. “Ti amo, Brody Tyler, così tanto. Non voglio perderti. Ti prego, dimmi che non ho mandato tutto a puttane oltre ogni speranza. Ti prego, dammi una seconda, una terza possibilità… non ricordo nemmeno a quale sono arrivato. Mi dis…”
    Ancora una volta Nash fu interrotto, ma non gliene importava un bel niente; era troppo impegnato a concentrarsi sulla dolce pressione delle labbra di Brody contro le sue. Gemendo nella bocca dell’altro mentre prendeva il controllo del bacio e depredava la sua bocca, Nash strinse le dita sulle ciocche di capelli lisci come seta e si tenne stretto mentre i suoi sensi cantavano. Era un bacio pieno d’amore, di tenerezza, e parve durare per sempre .Fede incrollabile -Lisa Worral

  26. “Forse dovremmo uscire per degli appuntamenti.”
    La sua risata era profonda, ricca, e mi copriva di calore.
    “Logan stai-”
    “Cos’hai fatto, hai fatto pratica prima di dirlo?”
    “Scusa?”
    “Cosa diavolo devo fare con te?”
    “No,”quasi mi lamentai, stanco e dolorante e niente affatto pronto a litigare con lui un’altra volta.
    “Solo ascol-”
    “Amore,” disse, sospirando, “non usciremo per degli appuntamenti.” Ridacchiò.
    “Perchè?”
    “Perchè sei già tutta la mia vita.”
    “Logan-”
    “Posso dirti che non c’è nessun altro nella mia vita che mi rende felice solo a guardarlo, anche se mi crei così tanti casini?” disse, le sue dita percorrevano la curva del mio viso. “Voglio dire, Cristo- solo il fatto che tu non fossi qui quando sono arrivato stasera mi ha quasi ucciso.”
    Mi voltai perchè non volevo che vedesse le mie lacrime. Ma quando la luce sul comodino si accese, voltai la testa a guardarlo.
    “Per tutta la vita ho avuto tutto ciò che volevo, ho avuto tutto come lo volevo io, ma tu…giuro su Dio, litigare con te mi manterrà giovane.”
    Cosa potevo dire?
    “Hai una qualche idea di quanto sia frustrante?”
    Stava ignorando il fatto che mi si stavano colmando gli occhi di lacrime, cercando di sviare i miei pensieri sul bisticciare con lui. Era davvero un pensiero carino.
    “Mi fai impazzire, e tutti quelli che conosco-la mia famiglia, tutti i miei amici, l’intera tribù, Santo Cielo,- tutti pensano che tu sia la cosa migliore che mi sia mai successa.”
    Deglutii pesantemente.
    “Perchè quando tu mi sei vicino, sono un uomo migliore.”
    Il modo in ui mi stava guardando, l’amore che vedevo nei suoi occhi, mi sopraffaceva.
    “E rendi tutto più divertente.”
    LEGAME DI FIDUCIA-MARY CALMES

  27. “Quando ho visto il tuo sorriso dopo averti promesso di farti fare una cavalcata…” Il suo si fece ancora più largo. “Non volevo altro che farti sorridere così tutto il tempo.”
    Jerry si alzò e versò le uova in camicia sul pane tostato, ancora caldo, e girò il bacon. Con l’abilità frutto di migliaia di colazioni preparate nel corso degli anni, distribuì il cibo sui piatti mentre ascoltava suo figlio.
    “E poi è arrivato David e io ho pensato di essere morto e andato in paradiso. Ero passato dal non avere una famiglia ad avervi entrambi.” William distorse lo sguardo e Jerry si chiese cosa stesse guardando, ma poi capì che stava rivivendo un ricordo prezioso. “Tutte le notti prima di andare a dormire e ogni mattina, quando mi svegliavo, pregavo di poter rimanere qui. Di aver trovato qualcuno che mi voleva davvero.”
    Jerry tornò a sedersi accanto a suo figlio. La voce di William si ruppe e lui allungò una mano, circondandolo con un braccio. “Sai una cosa?” Si ritrasse e sorrise. “Io pregavo tutti i giorni di riuscire a capire come essere un buon padre. Poi è arrivato David e io ho pensato che doveva essere un segno del destino. Qualcosa mi stava dicendo di tenervi stretti e non lasciarvi andare.”

    Ali e radici
    Cito questo pezzo perché parla di due tipi diversi e speciali d’amore, quello di un marito e di un padre.

  28. Spero di non essere in ritardo…
    “E se hai tanta voglia di andartene, allora fallo,” Logan disse, attirando nuovamente la mia attenzione. “Ma non usare un qualche pretesto. Se te ne vai, è perché non vuoi stare qui, non perché io non posso gestire le conseguenze della mia decisione di amare il mio compagno.”
    Amare il suo compagno? Il suo piano era di amarmi? “Come puoi parlare d’amore quando ti conosco da meno di un giorno? Non è possibile che tu—”
    “Perché uno ama il suo compagno, idiota,” tuonò lui, la sua voce che riempiva la stanza. “È così che funziona!”
    Rimasi fermo lì, fissandolo. “Perché non mi hai detto che non sei gay?”
    “Non capisco cosa c’entri con tutto il resto. Sei un uomo e sei il mio compagno; quindi, d’ora in poi, sarò gay. Che c’è da discutere?” chiese, irritato.
    “Non si diventa gay e basta.”
    “Chi l’ha detto?”
    “Non si fa e basta.”
    “Oh, ‘non si fa e basta’. Beh, perfettamente logico.”
    “Logan—”
    “Senti, sono lo stesso uomo che ero ieri mattina quando mi sono svegliato. L’unica cosa che è cambiata fra allora e adesso è che ora ho un compagno.”
    “Ma tu—”
    “Non ho mai avuto un amante maschio prima, ma non ho nemmeno mai avuto un compagno prima. Tutto ciò che posso dirti è che quando ti guardo, mi si ferma il cuore.”
    Rifiutai di lasciare che le sue parole si insinuassero nel mio cuore. Era troppo pericoloso. “Stai per prendere Simone come tua yareah.”
    “Che ovviamente significa qualcosa per te,” disse lui, i muscoli della sua mascella che si contraevano.
    “Sì. Significa che sei etero e il tuo piano era prendere una compagna femmina.”
    “Tu avresti preferito che io fossi bisessuale, perché sarebbe stato meglio per te. Avrebbe più senso che io possa volerti.”
    Annuii.
    “Perché stando così le cose, non capisci come io possa davvero volerti come compagno. Forse voglio andare a letto con te per sperimentare, ma non c’è verso che vorrò tenerti.”
    Era come se mi stesse leggendo nel pensiero.
    “E se tu lasci che io ti abbia, potresti rimetterci il cuore lungo la strada.”
    Rimasi lì fermo e non crollai, anche se aveva appena eviscerato la mia anima.
    “Ti assicuro che quando ti porterò a letto, non sarai l’unico a essere perduto.”
    Come poteva la sua voce riempirmi di una tale scarica di emozione? Perché facevo fatica a respirare solo perché avevo i suoi occhi addosso?
    “Sei tutto ciò che vorrò mai.”
    Diceva sul serio, ogni parola. Lo sapevo, dentro di me, dove tutto stava gonfiandosi e salendo in superficie. Quell’uomo non avrebbe mai potuto mentirmi; gliel’avrei letto in faccia. Non poteva nascondermi nulla. Ero il suo compagno, dopo tutto.
    “Quindi ti prego, stai con me e basta.”
    “Nessuno mi vuole qui.”
    “Io sì.” Esalò lentamente.
    Il modo in cui mi stava guardando mi fece rabbrividire. Non potevo farci niente. “Dovresti fuggire lontano da me.”
    Ottenni un sorriso lento, pigro, che era decisamente sexy. Quell’uomo sapeva di essere stupendo e capiva perfettamente che effetto mi faceva. “Non sono mai fuggito da nulla in vita mia.”
    Non lo dubitavo. Era una roccia.
    “E non fuggirei mai e poi mai dal mio compagno.”
    (“Scelta del cuore” di Mary Calmes)

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