Chat con Zahra Owens – Post di saluto

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Oggi Zahra Owens è ospite sulla nostra pagina Facebook.  Vi aspettiamo su Facebook!

Ciao a tutti! Grazie di essere qui! Sono Zahra Owens, live dal Belgio. Per chi non mi conosce, sono l’autrice di Diplomazia, Nuvole e pioggia, Terra e cielo e Alluvioni e siccità. Ho scritto altri libri che non sono stati tradotti ancora in italiano, quindi se non è un problema leggerli in inglese, potete provarli!

 

La mia lingua madre è il fiammingo, che è un cugino dell’olandese, ma ho sempre scritto in inglese. Non essendo una scrittrice di madre lingua inglese, apprezzo le traduzioni ancora di più!

 

Voi da dove venite?

 

Ecco un breve estratto da “Nuvole e pioggia”, che potete acquistare dal sito di Dreamspinner e dai maggiori rivenditori digitali.

Gable sembrò preoccuparsi, Flynn sapeva che quelle parole non avrebbero fatto altro che peggiorare la situazione, ma non aveva scelta. Troppe cose non erano state dette e quella notte era un esempio di ciò. Camminò dentro, Gable tenne la porta come riusciva, reggendosi sulle stampelle. Quando Flynn sentì l’aria calda provenire da dentro rabbrividì violentemente. Voleva gettarsi tra le braccia di Gable, ma non solo non sarebbe stato molto fattibile a livello pratico, avrebbe anche mandato in frantumi le sue intenzioni. Dovevano parlare e ciò significava anche non stare troppo vicini l’uno all’altro.
Fu solo quando oltrepassò Gable che Flynn notò la cerata che aveva portato l’altro. Lanciò all’uomo una breve occhiata piena di gratitudine e la prese, poi la indossò ed entrò.
“Visto che i tuoi vestiti si stavano ancora asciugando…” gli disse Gable, con la voce piena di esitazione. “Dovresti proprio comprarti una di queste. La pioggia scivola via e sono molto calde.”
Flynn si strinse nel cappotto e si sedette sulla sedia accanto al letto degli ospiti, sentendosi scaldare lentamente. Il fatto che l’indumento avesse l’odore di Gable non lo infastidiva.
“Costa tanto” replicò Flynn, pur sapendo di averlo detto solo per parlare di qualcosa di più leggero rispetto a ciò che stavano per affrontare.
Gable alzò le spalle e si sedette sul letto, Flynn pensò che fosse nervoso e che provasse a nasconderlo. Poi l’espressione di Gable cambiò.
“Hai pianto.”
Flynn scosse la testa e si passò la mano sulla faccia. “Fa un freddo cane, fuori” replicò, consapevole di mentire. Gable aveva ragione.
“Mi dispiace. Non volevo farti piangere.”
Fu il turno di Flynn di rispondere con un’alzata di spalle. Non riusciva a guardare Gable negli occhi, tanto meno quando lui si avvicinò un po’. Flynn sapeva che per Gable era difficile mantenere l’equilibrio sporgendosi dal letto per toccarlo, con una sola gamba a trattenerlo dal cascare a terra. Flynn lasciò che Gable gli prendesse la mano ma non gliela strinse.
“Mi dispiace se ho fatto qualcosa che non volevi facessi.”
Flynn scosse la testa. “Lo volevo tanto, Gable. Volevo far l’amore con te, ma volevo che ti piacesse. Non come questo. Non come è stato.” Fece un gesto per indicare vagamente il piano di sopra.
Gable spinse le loro mani unite verso di lui, inizialmente Flynn resistette, ma non poté trattenersi a lungo. Voleva essere tenuto stretto da Gable e dirgli che tutto sarebbe andato bene, anche se non era vero. Si spostò sul letto, accanto all’uomo. Lasciò che lui lo baciasse, non erano però i baci affamati che avevano portato alla sconfitta di prima, erano teneri, dolci e casti.
“Vorrei poterti dare di più. Voglio sentirti dentro di me, sperando che qualcosa laggiù si svegli, ma non è così. I dottori mi hanno detto che potrei guarire, ma potrei anche non farlo.”
Quando Flynn osò finalmente guardarlo negli occhi, li vide umidi. Mise la mano sulla guancia di Gable, anche se sopra non ci fossero lacrime.
“Pensavo davvero quello che ho detto, Gable. Non me ne sto andando.”
“Meriti un vero uomo” protestò Gable.
“Sei vero e sei esattamente quello di cui ho bisogno” replicò Flynn con convinzione. “Troveremo un modo per risolvere le cose.”
“Meriti di meglio.”
“No, non è vero.” Flynn scosse la testa convinto. “Posso vivere senza sesso, Gable, ma non posso vivere senza questo. Voglio poterti stare vicino, voglio poterti toccare e baciare, senza pensare che non vedi l’ora di allontanarti. Ho bisogno anche di quelle piccole cose che ci sono tra due persone che si amano. Ho bisogno di sapere che vuoi toccarmi, senza pensare che tu lo stia facendo solo per…” Flynn non riuscì a trovare le parole giuste.
“Anche io ne ho bisogno, Flynn.”

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2 pensieri riguardo “Chat con Zahra Owens – Post di saluto”

  1. ciao io sono italiana per la precisione dell’emilia romagna , ho letto alcuni tuoi libri e voglio ringraziarti per le belle storie e anche per la tua capacità di far emozionare il lettore grazie mille

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