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Nuova uscita: 1 agosto – Ricette per chiarire di Amy Lane

Un libro della serie Il curioso ricettario di Nonna B

Una domenica mattina, Emmett Gant esce di casa deciso a confessare al padre una cosa importante, ma scopre che l’uomo è venuto a mancare. Ora, a quasi tre anni di distanza, il giovane non riesce a capire con chi stare: la ragazza dalle guanciotte da criceto e la famiglia numerosa, o Keegan, il vicino di casa che, pur non avendo una famiglia, lo rende felice con la sua sola presenza?

Ci vuole qualcosa per schiarirsi le idee.

Per fortuna, la mamma del suo migliore amico possiede un libro di ricette capaci di snebbiare le menti più confuse, e Emmett ne viene subito conquistato. Quando il libro lo segue fino a casa, lui e il vicino decidono di preparare un piatto “per chiarire”, e quello che segue è davvero chiarissimo – e forse anche un po’ sorprendente, soprattutto per la sua ragazza. Emmett dovrà quindi riflettere sul passato e sulla cosa importante che voleva confessare al padre, se non vuole rischiare di rovinare la ricetta per l’amore perfetto.

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Scritto da: Amy Lane

ISBN-13: 978-1-63533-992-5
Pagine: 85
Conteggio parole: 25.280
Copertina: Reese Dante
Traduzione di: Martina Nealli

Calcio d’inizio – Amy Lane

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Nonostante un’adolescenza triste e un presente solitario, Skipper Keith non ha mai desiderato altro che una famiglia. La cosa che più le si avvicina è la squadra di calcio che allena dopo il lavoro e il suo miglior giocatore, nonché migliore amico, Richie Scoggins.

Una fredda sera di ottobre, una conversazione dopo l’allenamento si trasforma in un incontro sessuale che nessuno dei due si sarebbe mai aspettato, né intende dimenticare. In breve, Skip e Richie vivono solo per i loro fine settimana, le partite di calcio, e i giochi che fanno insieme fuori dal campo. Tra nasi rotti, decorazioni per le feste e un’influenza devastante, imparano a conoscersi come mai avrebbero creduto possibile. E ogni nuova scoperta fa loro trascendere i confini del campo di calcio catapultandoli dentro alle infinite possibilità della migliore relazione della loro vita.

Skipper non riesce a immaginare una famiglia migliore di Richie, ma il ragazzo ha dei legami familiari che lo trattengono e dai quali non può liberarsi. Skip deve quindi convincerlo a restare con lui anche dopo la fine del campionato invernale, cosicché la storia che è cominciata sul campo possa diventare un futuro felice nella vita di tutti i giorni.

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Autore: Amy Lane

ISBN-13: 978-1-63533-425-8
Pagine: 183
Conteggio parole: 60.845
Copertina: Anne Cain
Traduzione di: Claudia Milani

Acqua pulita – Amy Lane

ClearWaterITLG

Ecco a voi Patrick Cleary: festaiolo, perdente e schizzato. Patrick cerca disperatamente di trasformare se stesso e i risultati sono così straordinari che per poco non ne rimane ucciso. Ora ecco a voi Wes ‘Whiskey’ Keenan: biologo da campo che si chiede quando arriverà il momento giusto per sistemarsi e mettere radici. Quando il giorno peggiore della vita di Patrick si conclude col salvataggio da parte di Whiskey, i due si trovano a condividere un frammento di vita e una minuscola cuccetta sulla casa galleggiante più kitsch del mondo.

Patrick ha bisogno di dare una svolta alla sua vita e Whiskey decide di aiutarlo, ma il ragazzo non è del tutto convinto di riuscirci. Anzi, è abbastanza sicuro di essere uno scherzo della natura. Ma Whiskey, che lavora con veri e propri scherzi della natura, pensa che l’unica cosa di cui Patrick ha davvero bisogno è riconoscere la bellezza dentro quel guscio strambo, e non si è mai tirato indietro di fronte a una missione. Tra rane anomale, un ex ragazzo delinquente e i complessi di Patrick, Whiskey dovrà armarsi di tutta la pazienza possibile prima che Patrick scopra il meglio di sé. Solo allora si troveranno a nuotare finalmente nell’acqua pulita.

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Autore: Amy Lane

ISBN-13: 978-1-63477-776-6
Pagine: 225
Conteggio parole: 76,342
Copertina: DWS Photography
Traduzione di: Livin Derevel

Il nascondiglio – Amy Lane

BoltHoleITLG

L’infanzia di Terrell Washington è stata una tripla schifezza: non c’è nessun vantaggio a essere nero, gay e povero in America. Terrell si è fatto strada fuori dal ghetto solo per colpire un soffitto di cristallo e trovarsi imprigionato nel ristorante di una popolare catena a fare il barista con una laurea in giornalismo. L’unica nota positiva è Colby Meyers, un suo collega che non ha paure o inibizioni e che non conosce limiti. Terrell e Colby passano l’estate al fiume e le loro pause sul retro del Papiano. Per quanto Terrell sia terrorizzato all’idea di uscire allo scoperto, gli è impossibile stare lontano dal magnetico sorriso di Colby e dalla sua risata contagiosa.

Ma Colby ha finito l’università, adesso, e ha grandi progetti per il futuro… progetti che Terrell è certo che lasceranno il suo nero culo secco nella polvere di Sacramento, fino a un momento mozzafiato, rubato nel mezzo del caos del ristorante, che gli dice che potrebbe sbagliarsi. Quando quell’istante viene infranto da un mistero e da un atto di violenza, Terrell e Colby rimangono con due rompicapi da risolvere: chi ha ucciso quel furfante del loro capo e come potranno far confluire le loro vite, il loro nero e il loro bianco, in un unico scintillante futuro?

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Autore: Amy Lane

ISBN-13: 978-1-63477-554-0
Pagine: 229
Copertina:  DWS Photography
Traduttore: Caterina Bolognesi

Paradiso rimpianto – Amy Lane

MourningHeavenITLG

Gli eroi cadono.

Peter mette piede per la prima volta nella cittadina di Daisy, in California, quando è ancora un bambino ed è accompagnato da una sola certezza: suo cugino Michael si prenderà cura di lui. Poi Michael stringe amicizia col fragile e tormentato Bodi Kovacs e l’unica consolazione di Peter, dopo aver perso ogni possibilità di avere Bodi per sé, è che il cugino si occuperà anche di quest’ultimo. Ma la tragedia li colpisce e Michael si esilia dal loro mondo, gettando via l’affetto di chi l’ama di più.

Sei anni dopo, Michael sta per tornare a casa in una cassa. Per distruggere un eroe è bastata una città piena di bigottismo e odio. Per reclamarlo serve una forza d’animo che né Peter né Bodi avevano sei anni prima. Da quando Michael li ha abbandonati, Bodi è perso e solo. Peter cerca di farlo suo e assumere il ruolo che avrebbe dovuto essere del cugino, ma prima di tutto lui e Bodi devono affrontare il passato. Devono affrontare Michael, i suoi pregi e i suoi difetti, la bellezza e la tristezza, e ricordarlo per quello che è stato davvero e non per quello che avrebbe potuto essere. È un gesto semplice che potrebbe distruggerli entrambi: passare al setaccio le macerie in fiamme del paradiso è un sistema infallibile per annichilire un cuore mortale che soffre.

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Autore: Amy Lane

ISBN-13: 978-1-63477-293-8
Pagine: 179
Copertina: Paul Richmond
Traduzione di: Rebecca Martignoni

Supersexy in calzini – Amy Lane

SuperSockManITLG

Un libro della serie Johnnies

La cotta di Donnie per il coinquilino della sorella, Alejandro, è durata ben oltre i sogni a occhi aperti di quand’era un ragazzino e lo sta facendo impazzire! Così, quando spunta l’occasione di occuparsi della casa per la sorella e Yandro, non si sente troppo solo: ha infatti un sacco di fantasie vividissime a fargli compagnia! Con un po’ di cieca fortuna – e l’aiuto di un magico regalo fatto a mano – quelle fantasie diventeranno realtà?

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Autore: Amy Lane

ISBN-13: 978-1-63477-120-7
Pagine: 99
Copertina: DWS Photography
Traduttore: Rebecca Martignoni

Sidecar – Amy Lane

SidecarITLG

È il 1987. I ragazzi indossano camicie rosa della Izod, le ragazze hanno capelli vaporosi e tutti possiedono una scatola del fumo; AIDS è solo una brutta parola che rimbomba dalle città come un temporale. Un adolescente scappato di casa vaga su un lato della strada, a un battito di ciglia dalla disperazione, ed è salvato da un angelo con i capelli lunghi su una Harley.

Ma questo è solo l’inizio della loro storia.

Josiah Daniels voleva pace, tranquillità e una vita semplice, e l’ha avuta finché non ha salvato Casey dalla fame, dal freddo e dallo sfinimento. Da quel momento la vita di Joe è tutt’altro che semplice e il suo nuovo pupillo naviga un mondo che sta cambiando più rapidamente delle persone che ci vivono. Joe vuole far diventare Casey un adulto felice e produttivo, e ci riesce. Ma anche da grande, Casey non riesce a concepire una vita felice senza Joe. Il problema è far accettare a Joe che il ragazzo che ha allevato è all’improvviso l’uomo che lo vuole.

La loro relazione potrebbe morire o cambiare il mondo attorno a loro. Mentre costruiscono una casa, negoziano le nuove regole del crescere assieme e schivano le insidie della vita moderna, Casey impara che l’età adulta è più che il sesso, Joe impara che non ci sono compromessi se si vuole vivere per sempre felici e contenti, e sono entrambi costretti a capire l’unica cosa che un uomo non dovrebbe mai fare: vivere da solo.

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Autore: Amy Lane

ISBN-13: 978-1-63476-966-2
Pagine: 250
Copertina: Shobana Appavu
Traduttore: Veronica Rotondo

Chase nell’ombra – Amy Lane

ChaseinShadowITLG

Serie Johnnies. Libro 1.

Chase Summers: un ragazzo d’oro. Una bella ragazza, dei buoni amici e un futuro promettente.

Ma nessuno conosce il vero Chase.

Chase Summers ha una lametta da rasoio appoggiata al polso e l’odore dell’addio al suo amante appiccicato alla pelle. C’è una porta nel suo cuore, così spaventosa che preferirebbe morire piuttosto che aprirla, e le bugie che ha utilizzato per tenerla chiusa diventano più deboli a ogni tocco proibito. La vita di Chase è in disfacimento e la decisione di liberare la sua sessualità in segreto ha contribuito a mandare in pezzi la sua mente più velocemente.

Chase ha la possibilità di vivere un amore vero e salvarsi. Può anche aver incontrato Tommy Halloran nel mondo del gay a pagamento – mondo in cui non importa il numero di amanti, l’importante è girare una buona scena – ma se vuole la guarigione che l’amore di Tommy ha da offrirgli, dovrà trovare il coraggio di lasciare l’ombra del passato per la luce del sole. Potrebbe voler dire chiedere troppo a un uomo che ha passato tutta la vita a nascondere il suo vero io. Chase lo sa fin troppo bene: le sole cose che prosperano nell’oscurità di un cuore sono i demoni personali che amano guardarci sanguinare.

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Autore: Amy Lane

ISBN-13: 978-1-61372-797-3
Pagine: 372
Copertina: Reese Dante
Traduttore: Deborah Tessari

Promesse vissute – Amy Lane

LivingPromisesITLG Serie Promesse. Libro 3.

Sei anni fa, Jeff Beachum confortò un adolescente spaventato fuori da una clinica per il trattamento dell’HIV, e Collin Waters non si è mai scordato della sua gentilezza. Oggi, dopo che per sei anni ha avuto una cotta per quell’uomo gentile dagli occhi castani, Collin si sente adulto e maturo abbastanza per fare la sua mossa. Un vero peccato che il destino, che non è mai stato gentile con Jeff, abbia altro in mente.

La vita di Jeff è andata completamente a rotoli un giorno di tanti anni fa, e ora non va molto meglio. Jeff si è indurito, è diventato indipendente, il tizio divertente a cui si rivolgono gli amici, quello che dà consigli e conforto quando ce n’è bisogno. Ma tutti i fantasmi del suo passato stanno per tornare a dargli la caccia e anche la famiglia a cui ha legato il suo futuro non se la sta passando bene. Collin è più di un ragazzo dagli occhi innamorati, ed è meglio così, perché Jeff avrà bisogno di tutto l’aiuto che riuscirà a trovare. Nessuno sa meglio di lui che la vita può essere troppo breve per voltare le spalle al vero amore, e che il lieto fine è la promessa migliore di tutte.

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Autore: Amy Lane

ISBN-13: 978-1-62380-222-6
Pagine: 445
Copertina: Paul Richmond
Traduzione di: Emanuela Graziani

Leggete gli altri libri della serie:

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Così sia – Un racconto omaggio di Amy Lane – Seguito di Lo spogliatoio

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Amy Lane ci regala la traduzione di un racconto, seguito di Lo spogliatoio.

Attenzione, contiene spoiler, quindi leggetelo dopo aver letto il libro!

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“Dai, Xan, se vuoi che andiamo a fare due passi prima che arrivino gli ospiti, dobbiamo muoverci adesso!”

Xander gemette e si seppellì sotto le coperte. Un tizio altro due metri e cinque avrebbe dovuto sapere che era impossibile nascondersi, ma c’erano molti rimasugli della sua infanzia merdosa che Xander non riusciva a lasciarsi alle spalle.

La notte precedente aveva avuto uno dei peggiori incubi da un po’ di tempo a quella parte.

La notte prima, Xan aveva urlato il suo nome –  non come se fosse Chris quello in difficoltà e Xan dovesse aiutarlo, come era accaduto nei primi terribili e dolorosi giorni del suo ritorno a casa – ma come se Xander si fosse perso e avesse bisogno che Chris lo trovasse.

Chris amava Xander da diciassette anni – da quando ne avevano entrambi quattordici – e col tempo diventava sempre più difficile svegliarsi, il cuore martellante, le gambe doloranti, cercando di calmare il suo uomo con un tocco sulla schiena bagnata e un bacio sulla tempia.

“Dai, Xan,” insistette Chris, obbligandosi a infondere una nota felice nella voce. Ne avevano bisogno entrambi. “Vengono tutti da noi oggi. È il Ringraziamento, te lo ricordi?”

Xander rotolò sulla schiena e mugolò. Il suo viso era lungo, bello per via di quegli zigomi slavi, gli occhi grigio-blu e le labbra sottili, spesso imbronciate. Chris era l’unica persona al mondo ad averlo visto arruffato e delizioso, mentre si stirava come un vecchio cane, incrociando le gambe all’altezza dei fianchi prima di portare quel suo lungo corpo fuori dal letto, assicurandosi di non essersi stirato troppo la schiena durante l’allenamento del giorno precedente. Tutto di lui – le lunghe gambe, le braccia quasi sgraziate, il petto incredibilmente ampio – faceva desiderare a Chris di toccarlo. Avevano avuto il permesso di fare l’amore solo nell’ultimo anno, e ogni mattina che Chris si svegliava, faceva mente locale per controllare se avessero recuperato un po’ del tempo che avevano perso.

La notte precedente Xander si era addormentato appoggiato ai cuscini, mentre guardava una commedia romantica dopo aver passato quattro ore a correre e a nuotare in piscina. Di solito si allenavano uno accanto all’altro, ma Penny e il suo ragazzo (rispettivamente sua sorella e il suo vecchio infermiere) li avevano raggiunti per i due giorni del Ringraziamento e Chris aveva approfittato di quel tempo per esercitarsi insieme a lei e aggiornarsi sulle ultime novità. Xander, invece, ne aveva approfittato per scappare.

Chris gli aveva fatto promettere che avrebbero trascorso la mattina passeggiando e Xander avrebbe dato a Chris qualsiasi cosa, glielo aveva già dimostrato. Percorrere il sentiero che serpeggiava tra i cardi stellati e i forasacchi, elementi tipici della zona di Folsom fuori dai giardini curati, era una delle sue attività preferite.

Di solito.

“È il Ringraziamento,” biascicò Xander, a metà di uno stiramento che lo fece inarcare sul letto. “Rinfrescami la memoria, perché ci dobbiamo svegliare presto anche oggi?”

“Per poter parlare a mio marito prima che arrivino le orde affamate?” chiese Chris, e nonostante avesse cercato una nota leggera, Xan lo guardò con durezza.

“Stai bene?”

“Da Dio.” Non avrebbe mai più camminato senza sentire dolore, ma riuscire a camminare rendeva il dolore irrilevante. “Voglio parlare di te.”

“Portati un libro,” disse Xander inarcando un sopracciglio corvino. “Sarà una conversazione breve.”

“Ha ha. Alzati prima che Max faccia i suoi bisogni.”

Max, il più gassoso tra i loro due Labrador, alzò interrogativamente un sopracciglio dalla grossa cuccia imbottita ai piedi del loro letto. Era una storia poco convincente, e lo sapeva persino lui.

“Christian?” chiese Xander, preoccupato.

“Dobbiamo parlare,” ripeté Chris, poi si sarebbe preso volentieri a calci da solo, se avesse avuto abbastanza forza nelle gambe storpie. Se aveva pensato che la notte prima Xander fosse terrorizzato, vulnerabile e scosso, quello che vide sul suo volto in quel momento non era nemmeno paragonabile. “No! Non ti lascio. Non ti lascerò mai. Ora, per piacere, dimentichiamoci della fine del mondo e ricominciamo da capo, ok?”

“Okay, okay,” brontolò Xander, fingendo indifferenza, come se non gli fossero passati davanti agli occhi l’inizio e la fine della sua intera esistenza. “Mi metto la tuta e mi lavo i denti.” Chris lo conosceva bene, sapeva che stava cercando solamente di riprendere il controllo. Era diventato un maestro nel farlo  durante l’ultimo anno e mezzo.

Era però arrivato il momento che fosse Chris a riprendere il controllo di qualcosa: la propria vita.

Non ebbe bisogno del bastone per percorrere i pochi passi fino al bagno, ma fu abbastanza lento da permettere a Xan di fare pipì e lavarsi i denti prima di raggiungerlo.

Con naturalezza, Chris gli si appoggiò contro, strofinando la barba sulla sua schiena e maledicendo la T-shirt che lo disturbava.

“Ciao,” disse Xan gentilmente, afferrandogli le mani quando lui gli avvolse le braccia intorno alla vita.

“Ciao.”

“Di cosa dovremmo parlare? Solo perché così, be’, sai, non mi preoccupo troppo.”

Chris sospirò, inspirando l’odore di sapone e quello di sudore della notte appena trascorsa. “Fuori,” disse a denti stretti. “Andiamo fuori e ci facciamo la doccia quando rientriamo.”

“Perché fuori?” chiese Xander sospettoso.

“Così puoi urlare.”

“Io non urlo.”

“No, ma agiti le mani quando parli e sei due metri e cinque. Hai l’apertura di un condor. Dai, muoviti.”

“Lo farei ma c’è un omaccione appiccicato a me.”

Chris gli strofinò di nuovo la guancia contro la schiena. “È stato uno di quelli brutti la notte scorsa, vero?”

Xander grugnì. I mostri spaventosi si erano ripresentati in tutta la loro forza solo dopo che Xan era stato escluso dai playoff. All’inizio, sostenuti dall’adrenalina e dal senso di libertà per essersi dichiarati, dalla possibilità di vivere le loro vite e non quelle che il pubblico voleva vedere, Chris aveva pensato che gli incubi, che avevano perseguitato Xander anche quando era un ragazzino disincantato, fossero giunti al capolinea.

Era stato un raggio di luce in un periodo davvero buio.

Ma i playoff erano passati senza incubi, la riabilitazione di Chris era progredita, la stagione di allenamento era iniziata e finita senza traccia di brutti sogni, e Xander, per la prima volta in vita sua, non aveva avuto un posto dove andare in estate.

Erano, però, tornati a peggiorare nell’ultimo anno.

“Non vado dallo strizzacervelli,” grugnì Xan.

“Ovvio, perché sarebbe una decisione salutare.” Chris fece un profondo respiro e restò in piedi da solo. “Dai, è ora di lasciar liberi i cani.”

Al piano di sotto, Penny, Audrey e Mandy stavano aiutando Lucia a cucinare.

I genitori di Chris assistevano in disparte allo spettacolo: Lucia aveva portato il nipote già grandicello ad aiutarla e le ragazze, seppur ben intenzionate, stavano tra i piedi degli esperti.

“Già tutti svegli?” si stupì Xander.

“Sì,” commentò caustica Penny. “A quanto pare, per alzarsi presto e mettere un tacchino in forno ci vogliono sette persone.”

Lucia grugnì. “Solo se vuoi un cattivo tacchino,” disse soffiandosi il naso. “Ragazze, uscite dalla mia cucina. Via! Se volete fare qualcosa, andate a preparare la tavola per i vostri cinquecento ospiti. Ho del lavoro da fare.”

“Ma Lucia, volevo fare colazione!” protestò Audrey, con le guance paffute sollevate in un sorriso accattivante.

Lucia adorava quelle ingenue randagie che Xander aveva radunato quando Chris giocava a Denver. E adorava Penny. “Sì, okay. Fuori dalla mia cucina, però, e Jorge vi farà dei burrito che vi riempiranno fino a cena. Sciò!”

Mandy grugnì, afferrò una scatola di cracker dalla dispensa prima che Lucia potesse fermarla e fuggì. Ballava ancora per i Kings, quindi non faceva esattamente colazione.

Penny era ancora robusta e aggraziata, con fianchi larghi e un regime di esercizi pazzesco. Rubò qualche cracker e Chris non dubitava che avrebbe mangiato un burrito appena ne avesse avuta la possibilità.

Bene, ci sarebbero stati la colazione e il caffè ad attenderli al loro rientro. Non avrebbe potuto chiedere di meglio.

Stringendo la presa sul suo bastone con una mano e sul ragazzo che amava da sempre con l’altra, se lo tirò dietro nell’alba fredda e nebbiosa.

“Torniamo tra mezz’ora!” gridò, poi trascinò Xan sul sentiero.

Qualche tempo prima che Chris tornasse a camminare, Xan aveva fatto stendere sul loro sentiero preferito una striscia di cemento liscio. Non aveva mai cercato di accentuare l’aspetto selvaggio di quella parte della proprietà per paura dei serpenti e cose del genere; a loro piaceva che non fosse uno dei soliti giardini costruiti a tavolino o con un prato, ma camminare sul sentiero dissestato sarebbe stata dura per Chris, così aveva eliminato quell’ostacolo.

Il percorso era così diventato liscio e regolare e Chris riusciva a completarlo in circa mezz’ora.

Era qualcosa che entrambi trovavano confortante, quella camminata mattutina. La loro attività fisica non si riduceva assolutamente a quello, ma era il loro modo per cominciare la giornata assieme, indipendentemente da quello che li teneva distanti.

“Allora, che c’è?” chiese Xan dopo aver tirato un paio di volte la palla ai cani. A Chris piaceva vederlo rilassarsi in quel modo con loro: l’accettazione incondizionata era davvero importante per Xander Karcek e la trovava solo in pochi posti.

“Io, ehm…” Dio. “Credo che dovresti tornare.”

Xander piegò quel corpo fantastico sulle gambe e tirò la palla almeno cinquanta metri avanti. La sua forza glielo permetteva.

“A casa? Ma se siamo appena usciti! Ed è stata un’idea tua, ricordi?”

“No, scemo. Tornare a giocare.”

Chris, incapace di afferrargli il braccio e intervenire, osservò uno dei migliori atleti del paese inciampare sui propri piedi, rotolare sul sentiero di cemento e poi rialzarsi sorpreso con un balzo.

“Ridillo,” gli chiese Xander, come se non fosse successo nulla.

“Che è successo!?”

“Non me ne frega un cazzo di cosa è successo. Cos’hai detto?”

“Mi hai sentito, bambinone, ora rispondimi, su!”

Xander cominciò ad agitare le braccia e Chris ringraziò che si trovassero all’aperto.

“Avevamo un piano, Christian!”

“Lo so.”

“Il progetto giovanile, ricordi? Il campo sportivo per i ragazzini poveri della città, era un’idea tua!”

“Voglio che lo facciamo ancora ma…”

“E il negozio aperto in estate? A Monterey? Potevamo andare a insegnare a volare col deltaplano? Te lo ricordi?”

“Anche quella una mia idea!” ribatté Chris esasperato.

“Ma avevamo un piano!” lo contraddisse Xander. “Perché vuoi mandarlo a puttane per…”

“Perché adesso puoi.”

Xander fece un respiro profondo, poi – e fu ancora peggio di inciampare, agitarsi e protestare – successe quello che Chris temeva di più.

La sua espressione divenne impenetrabile.

“Quel capitolo è chiuso,” sentenziò. Chris lo amava, lo amava più della vita stessa, ma moriva dalla voglia di schiaffeggiarlo.

“È quello di cui ti sei convinto quando ti hanno detto che non potevi farlo,” protestò Chris, irrigidendosi. Non litigavano. Oddio, non bisticciavano mai, ma a volte avrebbero dovuto farlo. Forse tutte le stronzate, tutto il dolore che avevano affrontato da giovani, dipendevano dal non aver mai combattuto per le cose che amavano di più.

O perché Chris non aveva lottato per Xan.

Xan era stato quello che aveva detto basta alla “terza partita in casa del mese”, quel rapporto squallido e mortificante con una ragazza solo per convincere tutti che no, non erano gay, ma solo amici.

Xan era stato quello che li aveva fatti uscire allo scoperto sulla televisione nazionale e aveva sfidato il mondo ad avere qualcosa da ridire.

E Xan era stato quello che aveva ricevuto la telefonata, quella che gli diceva che, sì, aveva fatto una scelta. Aveva scelto Chris.

E quindi non poteva giocare a basket.

Xan aveva scelto Chris, lo aveva reso la sua ragione di vita, e Chris sapeva che non sarebbe mai riuscito a camminare se Xan non lo avesse scelto.

Maledizione. Era ora di combattere per Xander, anche se significava lottare contro Xan stesso.

“Be’, adesso non posso!” proruppe Xan. Sembrava ferito. “Non gioco da due anni!”

“Ok, ma sei in forma fantastica, anche migliore di quando te ne sei andato, perché adesso mangi da adulto e non da ragazzino. Wallick se ne è andato e la commissione ti ha proposto un accordo perché lui era uno stronzo e la gente sta facendo coming out ovunque negli sport…”

“E vedi quanto ha fatto bene a Michael Samms, non è vero?” commentò Xander amaramente.

“Con te non hanno scuse,” sibilò Chris. “Perché tu non stai iniziando e non possono dire che sei un azzardo. Ti hanno mollato e hanno perso i playoff, Xander, nessuno potrebbe mai negarlo. E hanno fatto pietà da…”

“Chi lascia il basket per due anni? Chi si ritira dallo sport e torna…”

“Uno me ne viene in mente,” disse Chris sogghignando, ma Xander era troppo ferito per unirsi a lui.

Incrociò le braccia, lassù, nel punto più alto del loro panorama su quello stagno che era il Lake Folsom, e guardò, in lontananza, le distese piatte che conducevano all’acqua.

“MJ è un dio,” disse solennemente. “Credo che abbiamo stabilito che io non lo sono. Forza, rientriamo.”

Chris sospirò, ma gli facevano male le anche e la schiena, un segnale che aveva esagerato per farsi bello davanti a Penny. La prima volta che erano andati a camminare lì, Xander aveva dovuto portarlo indietro di peso e lui aveva preso antidolorifici per tre giorni. Chris non voleva che si ripetesse.

Tornarono in silenzio, due figure amare in un giorno pungente, o almeno così la vedeva Chris. Ma quando arrivarono all’ultima svolta, Xander gli afferrò una mano e gli sfiorò le nocche con le labbra.

“Ho scelto te,” disse roco.

Chris si sporse verso di lui e disse l’ovvio. “Non avresti dovuto essere costretto a scegliere.”

In quel momento, comparvero diverse macchinate di gente: Cliff, Alicia e la loro bambina, altri due giocatori dei Nuggets, e poi ancora tre giocatori dei Kings che Xander aveva invitato. E nella limousine doveva esserci Leo.

Archiviata la discussione e restaurata la pace, era il momento di salutare i loro amici e darsi una ripulita. La buona notizia era che sapevano chi erano i loro amici, perché erano quelli che rimanevano sempre.

***

Dopo il tacchino, prima del dolce. Metà della famiglia era dentro a guardare la partita di football, ma l’altra metà?

Era fuori a fare una partita improvvisata, perché respiravano basket e nient’altro.

Chris guardò Xander, il volto aperto alla gioia, prendere un passaggio dal padre di Chris (che veniva trattato con assurda gentilezza essendo un non-atleta di mezza età) e poi alzare il livello. Si girò, saltò, serpeggiò per quella metà regolamentare di campo e, alla fine, infilò la palla nel canestro con quella che poteva solo essere definita felicità.

Senza aspettare e accettare le lodi dei colleghi, attraversò trottando il campo, diede il cinque al padre di Chris e si mise in posizione per l’azione successiva.

“È ancora meraviglioso,” sussurrò Leo, seduto composto con in grembo il piattino della cheesecake alla zucca di Lucia.

“Sì,” confermò Chris. Stava pensando a quando avevano fatto l’amore due notti prima. Dopo aver aspettato tanto il permesso, quando ora stavano insieme c’era tenerezza, c’era ferocia nell’espressione di Xander. Voleva che ogni tocco, ogni sospiro, fosse importante, per entrambi.

“Cos’ha detto?” domandò Leo, la voce gentile.

“Non importa,” gli rispose Chris, con gli occhi incollati a Xander che faceva un salto impossibile. Sul divanetto, Leo trattenne il respiro, rispondendo tacitamente alla sua domanda, e cioè se Xander Karcek fosse ancora abbastanza dio da poter tornare a giocare dopo due anni.

“Perché no?”

“Perché quando vale la pena combattere, noi vinciamo sempre.”

Xander fece un altro canestro ed esultò.

Poi corse indietro per ricominciare.

Quando Chris aveva giocato, aveva imparato tutte le mosse migliori del ragazzo che amava. Pensava che non fosse tanto diverso ora. Xander gli aveva mostrato come combattere, e Chris avrebbe sfruttato quella conoscenza.

Vicino a lui, Leo mormorò “Così sia”. Chris sapeva che non stava parlando della torta.

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Grace

Copyright 2014 @Amy Lane.

Il racconto originale si trova sul blog: 
https://amberkell.wordpress.com/2014/11/05/welcome-birthday-guest-amy-lane/

Traduzione italiana: Così sia

Copyright 2015 @Amy Lane

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